Category Archives: GLI ESPERTI

Le spezie: le più usate al mondo – ultima puntata

pepe neroPepe nero

È tra le spezie che compongono il “Trikatu” (le altre sono zafferano e pepe lungo) utilizzato per favorire la digestione e stimolare il metabolismo.

Effettivamente la piperina, l’alcaloide contenuto nel pepe, rende la spezia stimolante, tonica e stomachica e, stimolando la secrezione di succhi gastrici, facilita il processo digestivo e agevola l’assorbimento dei nutrienti traendo il massimo beneficio dal cibo ingerito.

Le spezie-prima puntata

spezie1“L’appetito per le spezie stimolò una straordinaria, ineguagliata profusione di energie, sia agli albori del mondo moderno, sia secoli, addirittura millenni, prima. In nome delle spezie si costruirono e si persero dei patrimoni; si formarono e disfecero imperi; si scoprì persino un nuovo mondo. Per migliaia di anni, la fame di spezie fece girare il mondo e, nel processo, lo trasformò”  (Turner).

Marmellata o confettura???

 

Cosa contiene quel vasetto di vetro una marmellata o una confettura ce lo siamo mai chiesti ?

marmaellata

 

E’ la  direttiva 113 del 2001 dell’Unione Europea che ne sancisce la differenza.

Quindi la marmellata è ‟la mescolanza, portata alla consistenza gelificata appropriata, di acqua, zuccheri e di uno o più dei seguenti prodotti, ottenuti a partire da agrumi: polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorze”;

si parla invece di confettura quando siamo difronte a ” la mescolanza di zuccheri, polpa e/o purea di una o più specie di frutta e acqua”.

La differenza la fa anche la percentuale di frutta usata per il preparato: deve essere almeno del 20% per la marmellata, del 35% per la confettura, del 45 % per la confettura extra.

Celeste Bucci incontra Giacomo Pandolfo

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L’anno scorso ho coltivato circa tremila metri quadri di canapa, ma quest’anno, dato che ho appena di finito costruire la mia casa ecosostenibile in legno, ho deciso di non rifarlo, la canapa è impegnativa, per quello che concerne la sua trasformazione, però in questo percorso ho conosciuto molte persone valide, che si stanno impegnando nel far tornare questa coltura nelle nostre terre. E quindi vi presento l’esperienza di Giacomo Pandolfo, che coltiva canapa in Campania da ormai tre anni.

Oleolito allo Zafferano

14164152_10209185811753991_78463798_oOggi parliamo di una ricetta preziosa, dato che la coltivazione dello zafferano si sta diffondendo in sud Italia, anche in Campania e Basilicata, mi sembra interessante proporre ricette e prodotti alternativi, che permettano sbocchi differenti sul mercato. L’oleolito allo zafferano è una proposta innovativa, che affonda le sue radici nel passato, dato che fin dall’antichità lo zafferano è stata considerata una pianta magica e piena di proprietà. L’oleolito è una infusione di erbe in olio, per estrarre dall’erba le sue proprietà, non si può fare con tutte le erbe dato che per alcune di esse l’olio non è un buon veicolo per estrarne le proprietà.
Per esempio non ha molto senso preparare un oleolito di malva, dato che le sue mucillaggini, sono
soltanto idrosolubili. L’oleolito di zafferano, ha invece un senso sia in cucina che come prodotto di benessere, e noi ci
occupiamo di queste ultime proprietà.

IL TARTUFO

“il tartufo è molto nutriente e puòdisporre della voluttà”

(medico Galeno)

I tartufi sono funghi ipogei (sotterranei) appartenenti alla classe degli Ascomiceti, all’Ordine Pezizales, alla Famiglia Tuberaceae ed al Genere Tuber.

Crescono spontaneamente nel terreno in prossimità di radici di alcune piante ad alto fusto, come quercia (Quercus robur), cerro (Quercus cerris), leccio (Quercus ilex), nocciolo (Corylus avellana), salice (Salix alba), tiglio (Tilia platyphyllos), pioppo (Populus nigra, Populus alba), faggio (Fagus selvatica), betulla (Betula verrucosa), stabilendo una simbiosi micorrizica (micorriza, dal greco mykos: fungo, e rhiza: radice). L’interazione tra pianta e fungo è mutualistica: i funghi ricevono gli zuccheri che sono incapaci di sintetizzare e le piante ricevono elementi nutritivi (fosforo, potassio) assorbiti dal terreno attraverso la vasta rete miceliare extraradicale.