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Un mela al giorno “e non solo”

Per la terza volta partecipo a “Racconta il tuo produttore“, iniziativa della rete blogger di #Slowthinking  che da voce a chi della sua terra ne sta facendo la sua ricchezza e il suo orgoglio personale.

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Sono di nuovo in Calabria nel comune di Cerchiara …

IL TARTUFO

“il tartufo è molto nutriente e puòdisporre della voluttà”

(medico Galeno)

I tartufi sono funghi ipogei (sotterranei) appartenenti alla classe degli Ascomiceti, all’Ordine Pezizales, alla Famiglia Tuberaceae ed al Genere Tuber.

Crescono spontaneamente nel terreno in prossimità di radici di alcune piante ad alto fusto, come quercia (Quercus robur), cerro (Quercus cerris), leccio (Quercus ilex), nocciolo (Corylus avellana), salice (Salix alba), tiglio (Tilia platyphyllos), pioppo (Populus nigra, Populus alba), faggio (Fagus selvatica), betulla (Betula verrucosa), stabilendo una simbiosi micorrizica (micorriza, dal greco mykos: fungo, e rhiza: radice). L’interazione tra pianta e fungo è mutualistica: i funghi ricevono gli zuccheri che sono incapaci di sintetizzare e le piante ricevono elementi nutritivi (fosforo, potassio) assorbiti dal terreno attraverso la vasta rete miceliare extraradicale.

Cantalupo Lumache

20150308_173350Cantalupo Lumache è una azienda gastronomica umbra che produce specialità a base di lumache, secondo ricette contadine della tradizione di Cantalupo di Bevagna (PG), un piccolo paese posizionato al centro dell’ Umbria, un vero assaggio di eccellenza gastronomica dai sapori tipicamente umbri.
Oggi, nel mondo, quando si parla di lumache tutti pensano alle “escargot francesi” , la nostra mission è racchiudere queste ricette in vasetti, per far conoscere al mondo il nostro modo di cucinare le lumache, ovvero quello alla cantalupese.

Capsam rincontra Fontana dei Santi

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  • INIZIAMO DAL NOME PERCHÉ FONTANA DEI SANTI?

 L’intestazione Fontana dei Santi viene dal vecchio nome della nostra contrada, dove ancora oggi, è realmente presente una fontana, utilizzata nei periodi di transumanza per abbeverare le mandrie. Per un valore affettivo e di rispetto delle tradizioni abbiamo deciso di intitolare la nostra azienda con questo nome.

  • RISPETTO DELLE TRADIZIONI, PERCHÈ LA VOSTRA ESPERIENZA DELLA GESTIONE DEL FRANTOIO PARTE GIÀ DAL 1965, OGGI PUNTATE SU UNA NUOVA GESTIONE INNOVATIVA E SOSTENIBILE PER RAGGIUNGERE UN PRODOTTO DI ECCELENTE QUALITÀ. CI RACCONTATE LA VOSTRA FILOSOFIA DI PRODUZIONE?

Una produzione “convenzionale”, sicuramente molto più produttiva, ma di qualità inferiore, abbiamo deciso di puntare ad una produzione “sostenibile” meglio conosciuta come “biologica” con produzioni meno elevate ma di maggiore qualità e rispettosa dell’ambiente. Stiamo puntando ad una gestione “sostenibile” dei nostri oliveti, tecniche di inerbimento, riutilizzazione agronomica degli scarti di lavorazione (trinciatura degli scarti di potatura, reflui di lavorazione del frantoio) in moda da ridurre al minimo l’utilizzo di prodotti di origine chimica. Per una migliore qualità dell’olio, effettuiamo la molitura delle olive entro 12-18 ore dalla raccolta, in modo da non rovinare la qualità e di conseguenza conservare tutte le caratteristiche positive delle olive. L’estrazione avviene senza aggiunta di acqua, con un impianto di ultima generazione, con la possibilità di monitorare le temperature in tutte le fasi della lavorazione e senza superare mai i 29ºC gradi. La conservazione del nostro olio extravergine avviene in un locale buio (la luce ossida l’olio) e a temperatura controllata.

VITTORIO VERTONE

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Nato il 31/03/1970 a Chur (Svizzera)  studio & laboratorio  in Pietragalla (Potenza), ha frequentato Istituto Statale D’Arte. Ha sempre prediletto la grafica nei lavori giovanili, sino ad approdare ai colori ad olii ed albumi di uovo, sia su tela che su masonite, studiando i maestri Lucani, non che suoi professori di liceo, citando: Lovisco Felice, Cosenza, Di Palma, Maucieri, Giorgio Mattioli, il maestro Omar Natalino Giacummo accademico di Brera. Selezionato a seguire in Montemurro il laboratorio  del Graffito polistrato diretto dal m.stro nativo G. Antonello Leone  “22 agosto 2012”. In attività da oltre 20 anni, ha ottenuto notevoli riconoscimenti e premi di livello nazionale  e nel 2011 “internazionali” , conseguiti esclusivamente in commissione critica, in presenza di esperti nel settore delle Arti . Concorre ed aderisci al gruppo che ricerca la corrente: Informale gestuale  o Vedutismo  Astratto come espressione dell’istinto gestuale nelle memorie dell’inconscio, immerso nell’astrattismo del percepito e del percepibile  nel minimalismo  del segno.

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SFORMATO DI BUCCE DI PISELLI

I baccelli dei piselli sono comunemente chiamati bucce e, anche se molti non ne hanno familiarità, possono essere consumati in diverse di ricette.

I baccelli dei piselli sono da sempre commestibili, basti pensare che nella Francia del Medioevo i piselli venivano chiamati “mange-tout”, perché si consumavano sia i semi sia i baccelli, invece, nella cultura culinaria delle Filippine, i piselli vengono consumati ancora custoditi nelle bucce!

Al contrario del seme, i baccelli non si possono conservare a lungo e vanno consumati freschi quindi assicurarsi di usare solo bucce di piselli ben fresche.

I baccelli di piselli hanno proprietà nutrizionali notevoli, soprattutto quando si parla di vitamine. Sono poveri di calorie, non contengono grassi e possono aggiungere sapore e consistenza ai piatti.

Una porzione di 100 g di bucce di piselli apporta solo 42 calorie con un buon profilo in termini di micronutrienti:  vitamina A, C e K e ferro, un minerale essenziale per molti enzimi e per garantire la buona salute dell’organismo.

E’ facile cucinare le bucce di piselli, si possono preparare bollite o saltate in padella oppure come gustosi sformati e vellutate. Il loro sapore è dolce, anzi, in alcuni casi sono più dolci degli stessi piselli che abitualmente mangiamo, l’unica forte differenza sta nella consistenza poiché i baccelli sono molto fibrosi.

Ricordate che, per cucinare i baccelli, più questi sono freschi e migliore sarà la resa; inoltre, assicurarsi che provengano da agricoltura biologica e quindi che non siano trattati con pesticidi o contaminati con altri residui chimici.

Perché consumare i baccelli di piselli?

  • risparmio in soldi sulla spesa alimentare
  • taglio gli sprechi alimentari
  • migliora la gestione dei rifiuti (meno rifiuti prodotti = meno rifiuti da smaltire)
  • sapori e piatti nuovi in cucina
  • apporto maggiore di vitamine e ferro.

In conclusione sono buoni e fanno bene…non resta che sperimentare la mia ricetta!!!

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