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“FITOTERAPIA: CURARSI CON LE PIANTE”

La fitoterapia, dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura), rappresenta una disciplina che prende origine dalla medicina popolare e prevede l’utilizzo di estratti di piante per il trattamento o la prevenzione delle patologie più comuni (disturbi dell’apparato digerente, urinario, respiratorio, ecc).

Le preparazioni fitoterapiche più note sono gli infusi, le tisane, i decotti e le tinture.

Diverse piante officinali sono utilizzate in fitoterapia, ma oggi parleremo in particolare degli effetti benefici della salvia, della menta e del carciofo.

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L’ortica

IMG-20160503-WA0003[1]L’ortica (Urtica dioica L.) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Urticaceae.

Pianta cosmopolita, si trova spontanea in tutta Italia e in tutta l’Europa nei campi incolti, nei boschi e nei fossi. In Italia è presente anche l’Urtica urens, meno comune rispetto all’U. dioica.

In passato era molto conosciuta come pianta tessile: durante la fase di maturazione dei frutti si effettuava la raccolta dei fusti, dai quali, dopo una fase di macerazione e decorticazione, si otteneva una fibra molto resistente, utilizzata per la fabbricazione di corde, stuoie e tele.

Il carciofo

20160422_101438Il carciofo (Cynara cardunculus subsp. scolymus (L.) Hayek) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Compositae, sottofamiglia Tubuliflorae, tribù Cynereae.

È originaria del Bacino Mediterraneo, conosciuta fin dall’antichità per le caratteristiche organolettiche dei capolini e diffusa in particolare in Italia (Centro-Sud), Francia e Spagna.

Le varietà di carciofo possono essere classificate in due grandi gruppi:

LA BORRAGINE

IMG-20160329-WA0008La borragine (Borago officinalis L.) è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Boraginaceae; diffusa in tutta Europa e si ritrova spontanea nei prati incolti e nei bordi delle strade.

Alcuni Autori sostengono che sia originaria del Medio Oriente (Siria ed Asia Minore), mentre altri, delle aree mediterranee (Spagna e Nordafrica).

Conosciuta sin dall’antichità come pianta alimurgica e come simbolo di allegria e forza: è noto l’utilizzo di decotto di borragine che veniva somministrato ai soldati per aumentare il coraggio prima delle battaglie.

IL CACAO

Cocoa powder and cocoa beans on wooden backgroundTheobroma cacao L. è  il nome scientifico della pianta del cacao, attribuito da Carlo Linneo nel XVIII secolo. Il nome Theobroma deriva dal greco e significa “cibo degli dei” (theos = dio e broma = cibo), come infatti molto spesso oggi viene chiamato il cioccolato.

Dal punto di vista botanico, la specie Theobroma cacao appartiene all’Ordine Malvales, alla Famiglia delle Sterculiaceae, al Genere Theobroma ed è originaria dell’America meridionale. Viene coltivata in Africa occidentale, Sud-Est Asiatico ed America del Sud, in particolare in Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria, Indonesia, Brasile, Equador, Colombia, Messico, Venezuela ed Argentina.

ALLA SCOPERTA DELL’ “ORO ROSSO” IN BASILICATA

zafferanoLo zafferano è una spezia ottenuta dall’essiccazione degli stimmi o stigmi, cioè i tre filamenti di color rosso vivo che vengono separati dal fiore del Crocus sativus L., attraverso un processo manuale chiamato mondatura.

Il Crocus sativus L. è una specie molto antica, di origine incerta (asiatica o greca), anche se in Basilicata rappresenta una pianta innovativa, poco conosciuta, rustica, di facile coltivazione, adattabile a diverse condizioni pedo-climatiche e pronta a colorare l’autunno grazie al suo fiore così vistoso e di color violetto.  Mediamente per ottenere un chilogrammo di spezia, sono necessari 100.000 – 150.000 fiori, ovvero 300.000 – 450.000 stimmi, un lavoro che si racchiude in circa 500 ore. Lo zafferano, definito “oro rosso”, è una spezia molto pregiata e costosa, perché richiede laboriosità e manualità nelle operazioni colturali, dall’impianto alla raccolta, e in quelle di post-raccolta, dalla mondatura al confezionamento. Nonostante l’oneroso lavoro, sta attirando l’attenzione di numerosi giovani coltivatori, tutti trainati da un unico sogno: quello di poter recuperare e valorizzare terreni abbandonati, incolti e di creare allo stesso tempo un’integrazione di reddito, puntando sulla diversificazione e multifunzionalità aziendale (turismo